NanotechMe

by Claudia Beggiato

Se pensassi di impiegare la nanotecnologia su noi stessi, manipolando la nostra materia cerebrale che guida l’emozione, secondo me non basterebbe l’universo intero per contenerla.

Anche se parliamo di micrometri o nanometri, la quantità di informazioni che il nostro cervello elabora senza che ce ne rendiamo conto, è enorme.
Se pensiamo ai nostri sensi uniti all’azione, alla visione e al desiderio, alla velocità di impulsi che mitragliano la nostra corteccia cerebrale, non potremmo elaborarla neanche se lo volessimo o se la dividessimo in particelle infinitesimali.

Siamo macchine fatte di emozioni.

Non posso credere che ognuna di queste sensazioni possa tradurci in un codice.
Nessuna macchina può elaborare la combinazione di tante variabili quanto quello che il cervello di un uomo può.

Sarebbe soltanto una parte di quel tutto, per fortuna…

 

è un ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro (in genere tra 1 e 100 nanometri) e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala.

Il termine “nanotecnologia” indica genericamente la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, e in particolare si riferisce a lunghezze dell’ordine di pochi passi reticolari.[1]

 

nessuno traduce le emozioni in codici

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