Barriere

by Claudia Beggiato

Sono in albergo e, per la prima volta, mi è successo di trovare sul corridoio una sedie a rotelle.
Da un paio di giorni, staziona fuori da una stanza.
Viaggio tanto, ma non era mai accaduto di vederle in un albergo.

Quando ho seguito il progetto dello stand per l’azienda per la quale lavoro, mi sono battuta con l’allestitore per avere lo scivolo per l’accesso ai disabili. Abbiamo creato un’area accoglienza rialzata da una pedana e ho voluto realizzasse un accesso facilitato per le persone diversamente abili.
E’ un’accortezza che ho sempre tenuto in considerazione ma oggi mi rendo conto di quanto questo abbia significato.

La rottura delle barriere architettoniche dovrebbe essere inserita tra gli argomenti trattati a scuola, parte della nostra educazione e del nostro modo di costruire. Dovrebbe diventare insegnamento all’attenzione verso coloro che non possono circolare.
Garantire al maggior numero di persone il diritto alla libertà di movimento, dovrebbe essere ovvio, ma non lo è, purtroppo.

Ultimamente ho occasione di circolare con una carrozzina per disabili e vi garantisco che a volte è davvero impossibile. Le strade hanno buchi e smottamenti, i marciapiedi del paese hanno bordi di accesso troppo ripidi, a tal punto che si rischia di far cappottare l’ammalato.
Le macchine sono parcheggiate sul marciapiede impedendo l’accesso.

Non esiste libertà di movimento per queste persone. Esiste soltanto la continua conferma alla propria invalidità.
Non parlo soltanto di portatori di handicap; oggi nella società troviamo molte persone inferme, giovani e anziane, persone che per un periodo non sono più in grado di camminare e si trovano a vivere la triste condizione. Tutti questi esseri umani amerebbero una passeggiata all’aria, dove poter circolare liberamente.

Per cambiare le cose, si dovrebbero rompere le barriere culturali prima, per  incominciare  in uno spirito altruistico poi per arrivare a tenere in considerazione i bisogni e le necessità di chi ha avuto meno fortuna di noi.

Loro, hanno bisogno della nostra attenzione, della considerazione di ognuno di noi.